Il Ghinza e la F1 en bleu

‘Piedone’ Ghinzani

Ricordate Poltronieri e Zermiani? Immancabilmente, ogni volta che citavano ‘il Ghinza’, lo chiamavano ‘piedone Ghinzani’..  e non era il ‘Piedone’ di Bud Spencer quello a cui faceva riferimento il dinamico duo delle telecronache F1: perché Ghinzani, un ‘Piedone’, lo era davvero. Campione europeo di F3 nel 1977, quando il Campionato voleva dire quasi certamente un volante in F1, Piercarlo Ghinzani ha corso 110 Gran Premi con Osella, Toleman, Ligier e Zakspeed.

L’appuntamento con Piercarlo Ghinzani era rimasto in sospeso da troppo tempo. L’intervista per Automobilismo d’Epoca a Giugno 2017 era stata l’occasione per incontralo e sentirlo raccontare la sua storia di pilota, di fronte al modello della Beta Montecarlo Gr5: per questo, inevitabilmente i ricordi e le emozioni avevano fatto riferimento al glorioso periodo delle corse con le Lancia gr. 5 e gr. 6 della grande squadra di Cesare Fiorio, ma avevamo parlato anche di F1, soprattutto del periodo delle delle wing car.

La Ligier Polistil F1 Professional

Non appena una Ligier JS33b Polistil F1 Professional è arrivata sulla mia scrivania è stato facile associarla a lui, sviluppando una lieve e limitata customizzazione cosmetica che ha coinvolto il casco, i baffi e le sospensioni anteriori, ora in nero, ed una gitana nera sul fianco del cupolino. Una basetta grigio asfalto, con le 2 linee centrali sotto ed il plexiglas del box trasparente sopra, racchiudono la Ligier, pronta per incontrare di nuovo il Ghinza.

Piercarlo, sempre gentile e spontaneo, ci riceve nel suo ufficio e subito, ricevuto il box con la sua Ligier, comincia a raccontarci della sua esperienza con la squadra francese delle macchine bleu con la zingara, con un filo di rammarico sul volto per una stagione, il 1987, in cui le fiamme alle sue spalle erano purtroppo un rischio costante. La monoposto infatti era stata disegnata per montare il 4 cilindri turbo Alfa Romeo che purtroppo fu scartato , ad un mese dall’inizio del campionato, in favore del Megatron BMW. L’acquisizione di Alfa Romeo da parte di FIAT ed inoltre il feedback negativo di René Arnoux durante i test pre campionato di Imola decretarono la fine dello sviluppo di questo motore e resero necessarie una serie di modifiche strutturali che snaturarono la qualità della monoposto stessa: il team Ligier saltò la prima gara in Brasile per completare la macchina che sarà pronta per la seconda ad Imola. Dopo il sorprendente settimo posto a Spa la stagione proseguì con risultati poco soddisfacenti e ben otto ritiri e numerosi motori arrostiti.

Dai ricordi della stagione ’87 vissuta da pilota in F1 ad oggi, Piercarlo è ancora coinvolto nella prossima edizione della Porsche Cup Italia 2018 anche se in qualità di semplice osservatore appassionato: la direzione del team Arco Motorsport infatti è stata affidata totalmente alle mani di Giacomo Scanzi, degno erede dell’operato svolto fino ad oggi dal Ghinza.

di Tito Tazio

Autore dell'articolo: Maurizio Ferrari

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