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UK Slot Car Festival (da MotorSport)

Ogni volta che il nuovo numero di Motorsport arriva nella buca delle lettere so che avrò qualcosa di interessante da leggere. A volte la rivista rimane lì per un po’, fino al prossimo viaggio, ma sono più i numeri che ho finito dalla prima all’ultima pagina di quelli che ho lasciato a metà. Da adolescente leggevo Playboy e Sky&Telescope. Se all’epoca avessi scoperto Motorsport, forse non avrei acquistato un telescopio.
Rileggendo il numero di  agosto mi sono accorto che questa volta c’era qualcosa che ci riguardava da vicino: un articolo sulle ‘slot cars’. E’ quindi con grandissimo piacere che, con l’autorizzazione della rivista Motorsport, vi propongo la mia traduzione dell’articolo a proposito dell’UKSF – UK Slot Car Festival, giunto alla quinta edizione.
Per chi non lo sapesse, MotorSport  è con buona probabilità la più autorevole rivista del settore, in edicola dal 1924 (93 anni fa). Gli straordinari archivi di Motorsport contengono le versioni scannerizzate di ogni articolo, taggato e scannerizzato, in modo che ne sia possibile la ricerca per contenuto, parola chiave, luogo e data! Ringrazio Gordon Cruickshank e Nick Trott per la gentile autorizzazione. E… i tre marchi citati sono Scalextric, Carrera, e Slot.it: ne siamo lusingati.

Big World of little Racers

La popolarità delle corse dei modelli slot è di nuovo n crescita: lo UK Slot Car Festival, celebrazione annuale di questo hobby, attrae appassionati da tutto il mondo.

Julie Scale non aveva la benché minima idea di quello che sarebbe diventato il Festival. Sette anni fa, la cinquantaquattrenne di Poynton, Cheshire, proprietaria di ‘Scale Models, decise di unire le forze con due altri commercianti del settore e creare un evento affinché gli appassionati si potessero incontrare, scambiare esperienze, vendere e comprare materiale.

«Eravamo tutti del settore e pensammo che fosse una buona idea», dice Julie «ma non immaginavamo quanto sarebbe diventato popolare»

Quel lontano primo raduno, chiamato ‘UK Slot Car Festival’, si tenne a Donington, e Julie ricorda come il numero di espositori fu tale da dover impiantare delle tende esterne affinché tutti trovassero posto. L’anno seguente l’evento si trasferì presso il British Motor Museum, nelle vicinanze di Coventry.

Il Festival di quest’anno ha avuto luogo in maggio attraendo cinquemila spettatori nell’arco di due giorni. L’evento è sponsorizzato da Scalextric, il fabbricante più famoso, ma ha visto la partecipazione di altri fabbricanti compresi Carrera, Slot.it, e Professor Motor, azienda che opera negli USA.

Quello che rende però il Festival realmente unico sono gli spettatori. Secondo Julie, gli appassionati arrivano alla manifestazione da ogni parte del mondo: «Abbiamo avuto ospiti dall’America, dalla Nuova Zelanda e dal Canada», dice. «C’è chi pianifica le ferie in base alla data dell’ UK Slot Car Festival. Naturalmente ci sono anche, in gran numero, gli appassionati Inglesi».

Un ritorno, come gli LP in vinile

Le radici delle Slot Cars sono americane, ma in Inghilterra il grande successo arrivò alla fine degli anni 50 con la nascita di Scalextric, una ditta di Hampshire che incominciò a costruire modelli in scala 1/32 delle vetture più popolari dell’epoca, quali Jaguar XJ120, MG TF, Austin Healey 100, Aston Martin DB2. I primi modelli non erano particolarmente fedeli all’originale, ma al crescere del mercato divennero via via più accurati fino ad essere in alcuni casi basati sui disegni CAD delle vetture reali.

La popolarità delle slot cars raggiunse l’apice nel corso delle due decadi successive, fino al momento in cui i giochi di simulazione su PC si fecero largo fra i giovani appassionati di competizioni.

«Penso che ci sia un ritorno dell’interesse verso le competizioni di slot cars, simile al revival dei dischi in vinile», dice Scale. «Di questi tempi le persone tendono a giocare con le simulazioni su computer o Playstation, ma la possibilità di avere in mano una vera macchina e competere realmente sta ritornando ad essere popolare. La gente apprezza il fatto che sia un hobby che attraversa le generazioni: non ci sono molti altri giochi che ti permettono di correre contro tuo nonno».

Nonostante il coinvolgimento dei giovani, le slot cars sono soprattutto comunque una passione della generazione più matura. Secondo Julie Scale esiste uno schema abbastanza riproducibile per chi si avvicina ora a questo hobby: «Vediamo persone che, compiuti i trentacinque o quarant’anni, ritornano alle slot cars» dice Julie. «Vogliono i modelli delle vetture di cui erano innamorati quando avevano dieci anni. Per questo motivo, mentre nel passato abbiamo avuto ditte che hanno proposto versioni di modelli più vecchi come le GT40, che sono risultati molti popolari, al momento c’è un forte domanda di auto da rally degli anni ’80 e ’90 ».

Al British Motor Museum si è avuta la dimostrazione che l’hobby si è evoluto per adattarsi al secolo XXI. Assieme a modelli realizzati con straordinaria cura da parte di fabbricanti specializzati, si sono visti dragsters in grado di raggiungere 70 km/h, appassionati specializzati nella riproduzione in perfetta scala di famosi circuiti, tribune comprese, e una stampante 3D per fabbricare telai su misura schiacciando un pulsante. Se una ditta ha adattato un comando Play Station per guidare i modelli sulla pista elettrica, allora c’è speranza anche per le generazioni più giovani…

 

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