Porsche Typ 908

La “Porsche Typ 908” è uno dei modelli che hanno fatto grande la storia del marchio di Weissach. Mentre attendiamo di pubblicare i dettagli della nuova Porsche 908 di NSR, approfittiamo dell’occasione per parlare della storia del modello Policar degli anni ’60, come ci racconta Tito Tazio.

Porsche 908 sul circuito del Nürburgring nel 1981 – Foto Lothar Spurzem

Porsche Typ 908

Il progetto di questa macchina da corsa, nato per interpretare e soddisfare al meglio i nuovi parametri dettati dal regolamento tecnico del Campionato Mondiale Sport Protipi 1968 che fissava a 3 Litri il limite massimo della cilindrata dei motori della categoria Gruppo 6, testimonia l’arrivo al vertice della direzione tecnica sportiva Porsche della figura di Ferdinand Piech.

Le origini e il debutto

La coupé 908 deriva dalla precedente 907 di cui mantiene la configurazione del telaio in tralicci di tubo in alluminio aeronautico saldato in cui è alloggiato il nuovo boxer 8 cilindri 2997cc da 350HP\8500 giri disegnato da Hans Mezger. La 908LH fa la sua prima apparizione ai test della 24H di Le Mans ad inizio Aprile e scende in pista per la sua prima corsa alla 1000KM di Monza del 25 Aprile 1968. Porsche System Engineering schiera, oltre alla 907LH 2.2 numero 3 per Stommelen\Neerpasch e alla 911T numero 64 per Killy\Guichet, due 908LH nella categoria 3000 in configurazione circuiti veloci con la caratteristica coda lunga priva dell’alettone posteriore da cui emergono le due coppie di derive verticali e di prese d’aria a periscopio. La numero 4 per Siffert\Herrmann e la numero 5 per Scarfiotti\Mitter, entrambe  attardate da problemi tecnici e molto difficili da guidare, concludono anzitempo la corsa pur classificate all’11° e al 19° posto. Sul podio, alle spalle della Ford Gt40 di Hawkins\Hobbs, la “vecchia” 907 che precede l’ALPINE A220 di Depailler\De Cortanze.

Arrivano le vittorie

Il 19 Maggio la 908 Coupé vince la 1000Km del Nurburgring con Siffert\Elford (dove si ripeterà in serie fino al 1971), a fine Agosto sul circuito di Zeltweg una seconda vittoria con Siffert alla 500KM. La 908LH deve attendere la fine di Settembre per ritornare in pista :a causa delle agitazioni e sommosse studentesche a Parigi ed in Francia in generale, la 24H di Le Mans si svolge infatti il 28 Settembre. Ancora una volta, nonostante la pole position di Siffert (la prima per Porsche a Le Mans) ed il GPV in corsa di Stommelen, la Ford GT40 di Rodriguez\Bianchi vince precedendo la 907LH di Steinemann\Spoerry e la 908LH di Stommelen\Neerpasch al 3° posto. Il 13 Ottobre alla 1000KM di Parigi la 908LH si afferma conquistando il 1° ed il 2° gradino del podio con Herrmann\Stommelen vincitori ed Elford\Lins al secondo posto.
Il Campionato Mondiale Sport Prototipi 1968 termina con la vittoria della Ford che precede Porsche di soli 3 punti. Per il successivo Campionato Mondiale Sport Prototipi 1969 la 908\01 viene modificata per risolvere problemi di eccessive vibrazioni del motore verso il telaio ed inoltre per migliorare l’affidabilità del cambio. Grazie a sei vittorie e due secondi posti la 908, nelle versioni LH e 02, riporta il titolo nel Campionato Mondiale precedendo Ford di 20 punti.

Policar Porsche 908 LH

Sulla pista di PolicargarageMonza il confronto, la sfida 1 contro 1, di due esemplari del modello codice A69 PORSCHE 908 della serie Policar 1.32 del 1969.
Le due slottine, entrambe in polipropilene bianco, ma naturalmente in toni diversi, sono state ricondizionate e quindi personalizzate in riferimento alla grafica del team Porsche System Engineering 1968\69, carrozzeria bianca con musetto e pinne sulla coda colorate in verde, arancione ed azzurro. Due di queste 908LH, la GreenNose e la OrangeNose (cosi soprannominate dagli americani della Ford), bastano per una sfida in pista che rievoca le grandi corse come la 1000KM di Monza, la 1000KM di Spa e le 24H di Le Mans e Daytona.

La 908LH GreenNose con il numero 25 si era già distinta su questo tracciato a due corsie nel confronto con le altre Sport Prototipo Policar della serie Prototipi 1:32 (Alfa 33\2, LOLA Aston Martin, Ferrari P3) nonostante gomme originali e spazzole finite. In particolare per apprezzabile leggerezza e guidabilità sia in pronte e stabili accelerazioni in uscita di curva per prendere subito la massima velocità sul lungo rettilineo sia nelle 4 chicanes e nelle 2 curve del tratto guidato,“il biscione”, dove conta e premia la guida pulita. Insomma molto simile al comportamento di una boxer 8 cilindri ad aria con un peso di 650KG…ma solo più piccolo. La 908LH OrangeNose monta le gomme posteriori Toptoys Hard in perfetto stato e quindi leggermente maggiori nel diametro esterno e con la spalla esterna più angolata, da rodare e consumare per vedere come va a finire.

5,89m di rettilineo a due corsie permettono facilmente di verificare eventuali differenze in accelerazione e velocità massima, mentre la percorrenza delle curve e dei brevi rettilinei tra le chicanes è un buon riferimento invece per valutare la prestazione di gomme ed assetto. Alle 14, dopo un breve controllo ai box ed una decina di giri di riscaldamento e verifica generale, le due 908 si sono lanciate correndo, giri su giri, in due sessioni di trenta minuti per confrontarsi continuamente fino a raggiungere il verdetto finale della linea del traguardo.

Nei giri di warmup la 908LH OrangeNose era parsa subito più nervosa in accelerazione e leggermente più veloce in fondo al rettilineo prevalendo sulla 908LH GreenNose in difficoltà con la trazione e l’aderenza laterale nelle curve e di conseguenza meno veloce anche in rettilineo. Dopo una breve sosta al box (trattamento ammorbidente gomme) la 908LH GreenNose si ripresenta in pista pronta sulla linea di partenza. In pochi giri della prima sessione, la situazione iniziale in cui la
908LH OrangeNose in corsia interna era partita meglio ed era riuscita a costruire un discreto vantaggio, cambia completamente grazie alla ottima resa delle vecchie gomme originali della 908LH GreenNose che recupera facilmente il distacco ed addirittura conclude la prima sessione al 1° posto. La morbidezza delle gomme e dell’assetto rendono la 908LH GreenNose stabile e fluida anche nella seconda sessione in corsia interna dove grazie alla notevole guidabilità ed una buona velocità in rettilineo chiude con 1° posto e vittoria finale. La 908LH OrangeNose durante la seconda sessione ha progressivamente migliorato la prestazione rivelandosi, giro dopo giro, meno nervosa e molto veloce in rettilineo ma comunque non grado di raggiungere l’altra 908 prima del traguardo. Durante la corsa non sono mancati contatti e veri e propri incidenti in cui ancora una volta i vecchi modelli Policar hanno dato prova di robustezza ed affidabilità generale garantendo, anche oggi, puro e semplice…divertimento. Reti, gomme impilate e schiuma protettiva hanno comunque fatto la loro brava parte.

 

di Tito Tazio

Autore dell'articolo: Maurizio Ferrari

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