Ross Brawn, slottista e ingegnere

Per molti sarà probabilmente una sorpresa scoprire come Ross Brawn abbia sviluppato la sua natura competitiva e le sue capacità manageriali costruendo slot cars e correndo con le proprie creazioni.

Gli inizi

All’inizio degli anni ’60, Ross venne in contatto per la prima volta con il mondo delle piste elettriche grazie al padre Ernie, membro del club slottistico Ashton-under-Lyme, nel Lancashire. Ross iniziò a dimostrare capacità inusuali fin dall’età di nove anni, quando la foto di un bel modello di vettura sport da lui costruito, una Cooper Oldsmobile , meritò la copertina di un numero del 1964 della rivista Model Cars.

Come membro del club di slot di Reading, Ross continuò l’attività anche agli inizi della sua carriera di ingegnere, pubblicando articoli tecnici su Model Cars, mentre iniziava ad affinare le proprie capacità manageriali, iniziando la produzione di parti da corsa nel 1970, assieme al partner Tony Hough, un collega dell’Autorità dell’ Energia Atomica di Harwell, nella contea di Oxford. Questa attività part-time di produzione di materiale da corsa per slot cars prese il nome di HB Products  – Hough and Brawn, con quest’ultimo che principalmente progettava e costruiva telai.

 

Sul finire degli anni ’60, per attrarre nuovi appassionati, l’Electric Car Racing Association, che gestiva a livello nazionale il mondo delle slot cars da corsa, introdusse una classe low-cost chiamata Formula 32. Questi modelli utilizzavano parti non modificate e un telaio semplice ed economico che doveva rispondere a regole piuttosto rigide; i relativi telai HB Racing,  dal 1970 al 1975, venivano costruiti a mano da Ross Brawn.

Ross partecipò a gare nazionali nel Regno Unito, e i suoi telai erano considerati ben progettati e innovativi. HB Products sponsorizzò anche numerosi piloti inglesi, fra cui Ian Jenson e Pete Hore, vincitori di numerosi Campionati Nazionali.

Il passaggio alla scala 1:1

Nel 1976 Ross entrò a pieno titolo nel mondo del motorsport, iniziando a lavorare per March Engineering a Bicester, e, certamente più per mancanza di tempo che non di interesse, abbandonò le slot cars. Nel 1978 ci fu il passaggio a Williams, a cui fecero seguito alcuni periodi presso FORCE/Beatrice e poi Arrows. Nel 1989, assunto da TWR Jaguar (Tom Walkinshaw Racing), Ross iniziò a lavorare sulle Gruppo C, fino a disegnare la XJR-14 che vinse il Campionato del Mondo Sport Prototipi (WSC) del 1991.

Alla fine di quell’anno avvenne il ritorno in F1 come direttore tecnico della Benetton, ruolo che condusse alla vittoria del Campionato del Mondo Piloti nel 1994 e 1995 con Michael Schumacher, e il Campionato del Mondo Costruttori del 1995. Finalmente, nel 1996 l’arrivo in Ferrari come direttore tecnico: riunito a Michael Schumacher, sotto la sua direzione la Scuderia vinse il Campionato del mondo costruttori nel 1999 iniziando una striscia vincente di sei campionati.

Brawn GP

Alla fine del 2006, Ross Brawn si concesse un anno sabbatico. Il ritorno avvenne a fine a novembre 2007 come ‘Team Principal’ di Honda F1. Un anno più tardi, con l’annuncio del ritiro di Honda dalle competizioni, la squadra si trovò ad avere un telaio nuovo di zecca ma nessun motore. In capo a tre mesi, Brawn riuscì a concretizzare l’acquisto del team Honda F1 annunciando la partecipazione al Campionato del Mondo 2009 come BrawnGP, con motori Mercedes Ilmor.

La stagione 2009 ebbe inizio in Australia, con la BrawnGP di Jenson Button in pole position, e Ruben Barrichiello  secondo. L’ordine di arrivo fu il medesimo. Jenson Button vinse in seguito 6 dei 19 Gran Premi della stagione 2009, e Barrichiello 2, realizzando anche 4 doppiette, e 11 podi, vincendo il Campionato del Mondo Costruttori e permettendo a Jenson Button di vincere il titolo di Campione del Mondo F1.

Ricordi di un altro slottista

Alcuni anni prima dell’arrivo di Ross in Ferrari, un giovane ingegnere di nome Maurizio Ferrari (nessuna parentela con il grande Enzo Ferrari) era arrivato in forze nel reparto elettronica della Scuderia. Maurizio era arrivato in F1 nel 1990, scrivendo la propria tesi di laurea sul motore W12 Life Racing engines, la creatura di Franco Rocchi, l’ingegnere che in Ferrari aveva progettato il Boxer e le vettura della serie T assieme a Mauro Forghieri.

Fondata da Ernesto Vita, Life Racing Engines era una piccola scuderia di F1 basata a Formigine. Nonostante il motore W12 fosse un concetto e un progetto rivoluzionario, la squadra soffriva di una totale carenza di finanziamenti, tanto da avere, al massimo, un telaio e quattro motori. Nonostante gli sforzi di Gary Brabham e Bruno Giacomelli, la vettura si rivelò ben presto cronicamente inaffidabile e la squadra non arrivò mai a qualificarsi per alcun Gran Premio.

Quando Ross arrivò alla Scuderia come direttore Tecnico alla fine del 1996, Maurizio ricorda di avere detto ai suoi genitori che era arrivata finalmente la persona che avrebbe riportato la Ferrari al vertice. Nonostante questo però, Maurizio aveva già deciso di abbandonare la Scuderia per mettersi in proprio: appassionato di slot cars, pensava di iniziare una attività nel settore. Roberto Dalla, managing director di Marelli Motorsport e all’epoca diretto superiore di Maurizio, ne rifiutò le dimissioni e lo mandò a parlare con Ross che, pensava, avrebbe potuto convincerlo a rimanere.

Durante il colloquio che ne seguì, quando Maurizio rivelò i propri piani a Ross, i due continuarono la discussione parlando di slot cars e non menzionando più l’argomento delle dimissioni!

A quando la Jaguar XJR-14 di Ross Brawn, Maurizio?

Di Russell Sheldon, con traduzione di Maurizio Ferrari. L’articolo originale è disponibile qui: http://samca.org.za/ross-brawn-slot-racer-and-engineer/
Pubblicato con l’autorizzazione di Ross Brawn e Russell Sheldon

 

Autore dell'articolo: Maurizio Ferrari

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.