(Traduzione autorizzata da “Slot car history” di Dennis Davis)


La prima “vera” slot car

La storia delle slot car e dello slot car racing è la storia di molteplici inventori che hanno ideato sistemi simili, spesso in parallelo e spesso all’oscuro di altri sviluppi. In assenzaa di una storia definitiva, verranno descritti una serie di sistemi, per lo più di tipo “rail” (a binario, derivato da quello ferromodellistico) con propulsione fornita da elettricità o gasolio.

E’ errato presumere che le slot car siano successive alle “rail car”: la ricerca ha dimostrato che un brevetto che descrive una slot car  ragionevolmente simile a quelle moderne è stato depositato il 22 marzo 1938, brevetto statunitense n. 2112072 ad Albert E. Cullen. Tale brevetto e i disegni allegati descrivono chiaramente una pista con un “slot” nel quale è presente un conduttore isolato dal resto del binario fa contatto con un rullo attaccato all’auto. Il circuito è completato da un secondo contatto in prossimità delle ruote posteriori che fa contatto con la pista metallica. Lo slot guida il movimento dell’auto lungo il conduttore e le ruote sono sterzanti, più come in vecchio carro a cavalli che come nella moderne slot ma il concetto è simile.

Sebbene Cullen avesse ricevuto offerte dalle società di giocattoli AC Gilbert e Louis Marx, ritenne che l’offerta fosse troppo bassa; sperando di ricevere quanto egli credeva fosse giusto Cullen attese invano e il brevetto non generò mai quanto sperato. Cullen provò a depositare un ulteriore brevetto per una pista migliorata, ma pare che il depositon non andò a buon fine. Cullen continuò a richiedere brevetti per altre invenzioni ma non esiste traccia che nessuno di questi sia stato commercialmente sfruttato.

I primi sviluppi in Inghilterra

In Inghilterra, a causa del leggendario “tempo inglese”, il “rail racing” si sviluppò come attività indoor per necessità. Se questo si aggiunge la forte tradizione di ingegneria modellistica nel Regno Unito, il  mercato povero di offerte per l’hobbistica, un tenore di vita più basso di quello USA, le restrizioni all’importazione di merci alla fine della guerra diventa chiaro che i modellisti britannici dovevano dar fondo alle proprie capacità inventive se cercavano un certo livello di sofisticazione. Negli anni ’40 l’inventore e  modellista britannico il tenente colonnello Kenneth Horatio Wallis e successivamente Charles Woodland crearono quelle che sono attualmente considerate le prime slot machine costruite a mano, ma sono Henri Baigent, Alban Adams e Fred Francis che sono i fautori della crescita di questo hobby in Inghilterra.

Baigent sviluppò un nuovo sistema di monorotaia posizionato centralmente utilizzando tubi da 5/16 a 1/4 di pollice montati piccoli perni. Le auto stavano a contatto con la rotaia attraverso l’uso di appendici a forma di bobina a tre o quattro rulli note come “zonkers”. I brevetti furono richiesti nel 1950. Il sistema di Baigent si dimostrò popolare e furono realizzati molti circuiti utilizzando questa configurazione.

Baigent fece domanda per un brevetto e formò una società chiamata Henri Baigent Ltd. Una dimostrazione pubblica della sua invenzione avvenne il 22 agosto 1951 alla Model Engineer Exhibition di Westminster organizzata da Percival Marshall Ltd., editori della rivista The Model Engineer. Questo si sarebbe rivelato un evento fondamentale nella storia delle slot car e dello slot car racing, poiché le auto spinte da motori diesel, sebbene eccitanti da guardare, erano un affare rumoroso e puzzolente, assolutamente inadatto all’utilizzo domestico.

Per risolvere questo problema di cui un esempio è visibile nella fotografia precedente, Baigent sviluppò un sistema elettrico su scala ridotta utilizzando una pista con una  fessura che fungeva da guida e una grande spazzola montata sotto ogni vettura per fornire il contatto elettrico. La pista includeva anche un ingegnoso contagiri, che purtroppo poteva contare solo fino a quattro; le auto, in scala 1/24 con carrozzeria in resina, erano dotata di sterzo Ackerman per affrontare meglio le curve. L’alimentazione per ciascuna corsia era fornita da singoli generatori azionati dal pilota che richiedevano di essere azionati con una manovella connessa ad una dinamo.

In qualità di ingegnere e inventore di modelli Henri Baigent aveva pochi eguali, ma come uomo d’affari cadde vittima di menti più acute, il principale tra i quali era un certo Alban Adams. Adams era un socio della ditta originaria la cui principale attività si diceva fosse quella di imprenditore edile. Quando l’azienda richiese  fondi aggiuntivi per soddisfare l’interesse crescente e l’espansione futura, colse l’opportunità di creare Model Road Racing Cars Ltd, (MRRC) insieme a Bert Walshaw e Baigent a Boscombe Hants, in Inghilterra. Alla fine Adams liquidò i suoi soci ma mentre il nome di Henri Baigent è sconosciuto a più e non è una esagerazione considerarlo il padre dello slot racing.

 

La rivista Model Maker rivelò come gli appassionati di “rail racing” presso il club di modellismo e ingegneria di Southport scelsero la scala 1/32 come standard per i loro binari. Il club di Southport adottò questa scala per una serie di motivi, tra cui il principale era che la scala 1/32 offriva un buon compromesso tra le auto che erano abbastanza grandi da evitare un’ingegneria troppo sofisticata (cioè i motori esistenti si sarebbero adattati senza modifiche complesse) e le piste che erano abbastanza piccole da essere maneggevoli. I modelli di “rail racing” siffrivano di un difetto di base: poiché le auto dovevano viaggiare su un binario fisso sopra la superficie della pista, le auto dovevano essere progettate per funzionare con un’altezza da terra relativamente elevata, ponendo molte restrizioni su motori e trasmissione. Vennero provati vari sistemi, incluso uno di Victory Industries che dava una chiara soluzione a questi problemi. Era sufficiente la superficie conduttiva in due metà isolate e guidare l’auto tramite un piolo inserito tra tra le due. Non solo era più semplice da produrre in serie, ma evitava anche il problema della rotaia rialzata Anche altri sistemi come il sistema a “recinzioni” di Baigent eliminarono il binario centrale sopraelevato, ma è stato lo slot che alla fine ha ucciso il “rail racing” in favore dello “slot racing” .

Nascono le prime piste commerciali e la Scalextric

Nel maggio del 1932 la rivista britannica Autocar pubblicò un articolo riguardante un nuovo gioco di corse in miniatura” prodotto nientemeno che dal famoso pilota automobilistico britannico Tim Birkin presso le fabbriche di ingegneria Birkin e Cooper LTD a Welwyn Garden City. Le auto venivano alimentate elettricamente da una batteria da 8 volt tramite il binario metallico su cui si trovava l’auto. Inventato da Patrick Kennedy in Inghilterra, è stato chiamato da alcuni noti storici il “Sistema Kennedy”. Ogni macchina era controllata da un semplice interruttore on-off. Tragicamente Birkin sarebbe morto prematuramente un anno dopo e il suo gioco di corse in miniatura” sembrò essere morto insieme a lui.

Prima di costituire MRRC, Alban Adams aveva gestito una pista da corsa per auto diesel in scala 1/12 a Blackpool, in Inghilterra. Nel 1954 Adams aprì un nuovo circuito coperto per auto diesel a Boscombe. Adams, un auto-promotore nato, non tralasciò alcun dettaglio e fece costruire 40 “rail cars” diesel che rappresentavano quasi tutte le auto da corsa, dalle Ferrari e BRM alle Cooper 500. La pista lunga 120 piedi (circa 40 metri) era ospitata in un edificio abbastanza grande ed era configurata più o meno a forma di 8.

Le corse di auto diesel al chiuso erano simili allo stare in garage con il motore dell’auto acceso e alla fine Adams passò dalle corse diesel alle corse di auto elettriche. Agli albori delle corse automobilistiche elettriche, acquistò auto Scalex in banda stagnata da Woolworth e usò le carrozzerie per montare il suo nuovo telaio. Adams, quando visitò la fabbrica Scalex per negoziare un accordo per acquistarele carrozzerie  direttamente il fondatore Fred Francis gli disse le carrozzerie Scalex non sarebbero stati più disponibili per la vendita poiché la società stava diventando “elettrica” cone le nuove auto da corsa e i set che si sarebbero d’ora in poi chiamati Scalextric…

 


La storia delle slot car – parte 1
La storia delle slot car – parte 2
La storia delle slot car – parte 3
La storia delle slot car – parte 4
La storia delle slot car – parte 5
La storia delle slot car – parte 6

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Di DR