(Traduzione autorizzata da “Slot car history” di Dennis Davis)


Le piste commerciali esplodono sugli Stati Uniti

La prima pista “rail car” di cui si ha traccia negli Stati Uniti e gestita come un club (Model Auto Racing Association) è accreditata a Tom Cook di Kalamazoo, Michigan. La pista era in scala 1/32 e riproduceva il tracciato del club inglese di Southport. La pista di Kalamazoo era una pista a 4 corsie alimentata a batteria per una lunghezza totale di 40 piedi (12 metri) con un lungo rettilineo di 9 piedi. Il record sul giro per questo percorso era di 6 secondi. Quattro delle club car più veloci vennero inviate in Inghilterra per competere nell’International Southport Grand Prix e due di loro hanno conquistarono il 2 ° e il 4 ° posto.

Questa fu seguita nel 1961 da vere e proprie piste commerciali, una su Sunset Blvd a Los Angeles costruita con l’aiuto di Jack Tate di Autorama e un’altra presso Polk’s Hobbies a New York City.  I fratelli Polk combinarono il commercio all’ingrosso con le rappresentanze commerciali e gli affari crebbero così tanto che si trasferirono sulla Fifth Avenue di New York trasformando il negozio preesistente  in una vetrina di cinque piani per qualsiasi cosa riguardante il modellismo.  Il ruolo di Polk’s è stato fondamentale anche per Scalextric marchio del quale detenne la distribuzione esclusiva negli USA e per l’introduzione sul mercato dei motori elettrici di costruzione giapponese Mabuchi.

 

American Model Car Raceways

Verso la fine del 1962 venne a costituirsi l’American Model Car Raceways di Burbank, in California, e presto l’attività di progettazione e vendita di piste commerciali a otto corsie si espanse a tutto il mondo. Ogni layout era identificato da un colore: rosso, giallo, verde, nero, arancione, viola e  blu e sebbene le piste avessero anche nomi come Monarch, Sovereign e King, il nome e il colore divennero sinonimi  Ad esempio, la “Orange” era chiamata “Monarch” ed era una 8 corsie di 100 piedi di sviluppo, la “Red” era la “Imperiale” ed era da 150 piedi; la  “Sovereign” era un mostro da  220 piedi (oltre 67 metri!) che alla fine divenne noto come “Purple Mile”. Di tutte le piste realizzate in America, il modello di maggior successo è stato il “Blue King”.

La maggior parte delle prime piste commerciali erano a gettoni,  un’ora di utilizzo della pista costava tra i $ 1,50 e i $ 2,50, in poco tempo lo slot racing esplose negli USA. Ciò che era stato più o meno inventato in Inghilterra divenne un “classico americano”. Vennero costruite piste gigantesche da 200 a 300 piedi di lunghezza, tra cui un colosso di 408 piedi al Motorama Raceways di Van Nuys, in California, e una pista ancora più grande a East Meadow, New York di 475 piedi. “Autodromi” con cinque piste e una “strip” per le gare di dragster non erano rare. Le piste commerciali stavano spuntando in tutto il paese: nel 1966 è stato stimato che c’erano 3.000 piste commerciali solo negli Stati Uniti.

Vennero create diverse organizzazioni allo scopo di sviluppare regole comuni per le competizioni.  Le tre maggiori negli Stati Uniti erano MINRA, NAMRA, NASSRA mentre in Inghilterra l’ECRA era la principale. NAMRA era fortemente focalizzata sulla costa orientale, NASSRA era centrata nel Midwest e promuoveva la scala 1/32. A differenza delle altre organizzazioni, i principali sponsor di MINRA erano l’industria delle slot car commerciali, quindi non fu una grande sorpresa quando venne stata nominata organizzazione di coordinamento nazionale dall’associazione di categoria Hobby Industries of America. Successivamente a queste organizzazioni si unirono USRA negli Stati Uniti e IMCA in Europa.

Si diceva che John Lennon fosse pazzo per le slot car e secondo Paul McCartney: “Due stanze nell’attico erano dedicate interamente alla pista di modellini di auto da corsa di John. Un set  Scalextric ha accompagnato i Beatles nel loro tour britannico del 1964 ed è sempre stato allestito nel backstage. John era così preso dai modellini di auto che si dice che abbia comprato venti set. Questo sarebbe tipico di John la cui prima reazione alla ricchezza non è stata quella di acquistare una Rolls Royce ma di acquistare una quantità enorme di Jaffa Cakes che ha mangiato fino a star male. ” 

 

Parma International

Nel 1964 Ken MacDowell aprì Parma Model Raceway in Ohio. MacDowell aveva conosciuto il mondo delle slot car solo un anno prima grazie a una confezione Strombecker. Da lì MacDowell andò a gareggiare nel seminterrato in un club locale e colpito dall’hobby in rapida crescita decise di aprire la sua pista che ben presto divenne una impresa, Parma International produttrice di slot car, ricambi ed accessori.

Alcuno prodotti sono divenuti col tempo iconici: il controller Parma, le auto Womp, il telaio in acciaio flessibile il motore Parma 16D. La sua pista simbolo era la leggendaria Parma King, che era la sua interpretazione di quello che sarebbe diventato il progetto di pista più popolare di tutti i tempi. Dopo il boom, MacDowell ha ospitato il Gran Premio dell’Ohio del 1970, la quarta gara del National Drivers Championship della NCC. La gara venne vinta da Mike Steube seguito da John Stephen che battè Terry Schmid di soli due pollici. È stato notoriamente raccontato che Steube abbia vinto la gara guidando un’auto vecchia di un anno presa in prestito, mentre Parma International è accreditata da alcuni come l’unico slavatore dell’hobby durante gli anni bui degli anni ’70.

Il telaio flessibile in acciaio stampato, introdotto da Parma negli anni ’80, era un telaio per slot car entry level prodotto in serie che dava filo da torcere ai telai in ottone “custom”. Le competizioni basate su flexi sono ancora le corse più popolari oggi negli USA.

I clubs

nel 1960 in Inghilterra anche l’ultimo storico club, quello di Oaklands Park si era convertito da “rail” a “slot” e MMRC aveva lanciato il proprio sistema Wide Slide”. Nel 1964 l’ Ecurie Spa, uno dei migliori club dell’epoca organizzò una gara di 24 ore…  Nel 1966 c’erano circa 3.000 piste commerciali negli Stati Uniti e oltre 200 in Europa, l’industria delle slot car ha generato vendite annuali superiori a $ 500 milioni per tre anni consecutivi: lo stlot racing era nei suoi anni d’oro.

Le piste commerciali erano la stragrande maggioranza dello slot racing  negli Stati Uniti, ma c’erano molti club con circuiti in cui la competizione era altrettanto intensa. Uno di questi club era il Miniature Electric Scale Automobile Club (MESAC) a Inglewood, in California, e la loro leggendaria pista a 6 corsie da 190 piedi che poteva essere modificata in 8 diverse configurazioni. Il circuito aveva l’aspetto di una pista di club inglese, completamente dettagliato e con il famoso ponte Martini & Rossi come caratteristica distintiva. C’erano persino box  che il pilota doveva usare nelle gare più lunghe accessibili tramite scambi di tipo ferroviario.

 

 


La storia delle slot car – parte 1
La storia delle slot car – parte 2
La storia delle slot car – parte 3
La storia delle slot car – parte 4
La storia delle slot car – parte 5
La storia delle slot car – parte 6

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Di DR