(Traduzione autorizzata da “Slot car history” di Dennis Davis)


Scalextric

Nel 1939 Bentram “Fred” Francis 1939 avviò una azienda di produzione di utensili operativa 24 ore al giorno durante gli anni della guerra. Due anni dopo l’armistizio seguendo l’ambizione dell’infanzia di diventare un produttore di giocattoli fondò Minimodels Ltd che, tra gli altri giocattoli, produceva auto a orologeria Scalex e Startex. Ciò che distingueva le sue auto Scalex dalla concorrenza era una quinta ruota nascosta forniva il movimento al modello grazie ad una carica a molla. Nel 1952 la domanda di giocattoli Minimodels si trasferì in una nuova fabbrica appositamente costruita ad Havant nel Hampshire ma come spesso accade con i giocattoli il pubblico presto chiese qualcosa di nuovo. A una fiera del giocattolo di Londra, Francis vide delle auto a batteria che correvano su pista, ma senza il controllo dell’utente. Da vero esperto capì subito ciò che mancava, il vero “valore di gioco”: dopo 6 mesi di indagini e aver visto le reazioni dei suoi addetti al marketing mentre cercavano di controllare le auto Scalex ora elettriche e ribattezzate Scalextric, Francis capì di aver per le mani il successo.

 

Nel 1957 Scalextric fece scalpore alla Fiera del giocattolo di Harrogate con le auto che correvano su una pista in gomma scanalata, il contatto elettrico era assicurato da una ruota cardanica mentre l”alimentazione era fornita da batterie situate in una piccola scatola di cartone. Il comntrollo avveniva tramite un semplice pulsante “acceso-spento”.

Dopo due anni estremamente impegnativi, alla fine del 1958 Francis vendette l’azienda in espansione alla Lines Brothers Ltd, produttrice del sistema Tri-Ang Railways. Tri-Ang ha sostituì le carrozzerie in lamierino con altre stampate in plastica modanature in plastica e  i motori con quelli di produzione propria. Tri-ang introdusse inoltre nuovi controller che migliorarono notevolmente la capacità dei “piloti” di controllare la propria auto. In USA il nuovo hobby  venne presentato al pubblico da Polk Hobbies di New York, uno dei principali promotori delle corse di slot car negli anni ’60.

Nel 1964 Scalextric era ben consolidata avendo messo sotto contratto addirittura il campione del mondo di Formula 1 del 1963, Jim Clark, per promuovere il suo marchio. Le auto venivano prodotte in Francia, Australia e Nuova Zelanda e stipulò un accordo di produzione e distribuzione in Spagna che si sarebbe evoluto negli anni successivi col marchio SCX. Nello stesso anno si tenne a Londra, in Inghilterra, il primo Campionato del mondo Scalextric.

Ancora oggi Scalextric è sinonimo di slot car nel Regno Unito.

Un estratto dal numero di gennaio 1965 di Model Cars:

“L’ex campione del mondo, Jim Clark, in qualità di cronometrista, ha guidato la formidabile esplosione di applausi per Fritz Jakober: il quattordicenne Fritz di Lucerna ha superato le manche eliminatorie e alla fine ha vinto il campionato assoluto al Gran Premio europeo in miniatura organizzato da Scalextric. Da Francia, Italia, Germania, Olanda, Belgio, Svizzera e Regno Unito i concorrenti si sono incontrati a Londra. Ogni concorrente, già Campione Nazionale, aveva corso le varie manche preliminari nel proprio paese ed era stato portato in volo  a Londra da Scalextric per il Gran Premio allo showroom Tri-Ang di Haymarket.”

VIP

Più o meno nello stesso periodo in cui Scalextric uscì con il suo set, un’altra società chiamata Victory Industrial Products produsse il proprio set che era in qualche modo superiore a quello di Scalextric ma a causa di un migliore marketing VIP non è conosciuto tranne a coloro che hanno avuto il privilegio di possedere una pista modello VIP nella loro giovinezza. VIP era una piccolissima azienda di piccoli componenti nata durante la seconda guerra mondiale  che alla fine del conflitto si riconvertì alla produzione di giocattoli elettrici . Il sistema 1:32 VIP Raceways apparve per la prima volta alla fiera del giocattolo di Londra nel febbraio 1961. Con una splendida grafica realizzata dall’allora sconosciuto artista Michael Turner, i set R1 ricevettero un’accoglienza molto calorosa dalla stampa specializzata. I set vennero venduti  tra il 1961 e il 1965

 

In un breve lasso di tempo, altre società britanniche come Wrenn, SRM e Airfix presentarono i loro sistemi di slot car racing mentre MRRC ha continuato a produrre  per il nuovo mercato delle slot car. Una delle innovazioni più importanti di MRRC è stata il loro famoso controller manuale a velocità variabile azionato dal pollice che ha sostituito il comune (e insoddisfacente) comando “acceso/spento”. La velocità variabile ha aggiunto una dimensione completamente nuova allo slot racing, con un conseguente miglioramento del controllo dell’auto e un’esperienza di guida più realistica. In poco tempo tutti passarono ad usare il pollice per controllare le slot car,  sarebbero dovuti trascorrere ancora molti anni prima che il pollice fosse sostituito dall’indice sul grilletto…

WRENN

Wrenn era un’azienda di giocattoli specializzata nella produzione di modellini ferroviari. Fondata nel 1950 da George & Richard Wrenn nel 1960 aprì una divisione per produrre e commercializzare auto elettriche simili a Scalextric ma a differenza del calssico 1/32 Wrenn avava prodotto il loro “sistema di corse modello Formula 152” in scala 1/52. Il sistema, con un binario unico a doppio conduttore su ciascun lato dello ‘slot’, era in grado di far funzionare tre auto alla volta su ciascuna corsia. Al tempo  della progettazione non c’era un motore elettrico sufficientemente piccolo e di facile reperibilità, quindi Wrenn progettò ex novo il proprio motore basato sul design di un vibratore in miniatura, un tipo che successivamente utilizzato da Aurora  per le auto in scala 1/64. Questo primo motore poteva funzionare con corrente a 16 V CA o 12 V CC. Il controllo avveniva a con il classico interrittore “acceso/spento”. Successivamente sarebbero  passati a motori CC più tradizionali e con il classico controllo a reaostato. Wrenn introdusse anche il  “Deflector Sec”, un settore che consentiva il cambio di corsia. O almeno così si sperava.

 

Tri-ang si è sforzato di rimanere al passo in un hobby in continua crescita promuovendo fortemente Scalextric attraverso gli sforzi di piloti tra cui Graham Hill ed eventi di risonanza nazionale. In America produttori come Aurora, Strombecker, AC Gilbert, Eldon Industries e Revell producevano auto e set  mentre nell’Europa continentale, i produttori m includevano Miniamil, Circuit 24 e Jouef in Franciam Marklin, Faller, Fleischmann e Carrera in Germania. Delle aziende dell’Europa continentale Carrera solo continua a produrre slot car a livello industriale.

 

Carrera

Nel 1920 Josef Neuhierl di Fürth in Franconia iniziò a produrre giocattoli in latta.  Nel 1963 il figlio di Neuhierl, Hermann, introdusse la “Carrera Universal”, la prima vera pista da corsa automobilistica Carrera alimentata elettricamente in scala 1:32 e fu subito un grande successo. Nel 1967 fu introdotta sul mercato la “Carrera 124”. Si trattava di un nuovo sistema in scala 1/24. Le piste da corsa Carrera degli anni ’70 e ’80 sono state ulteriormente sviluppate e molte auto classiche e moderne sono state aggiunte alla gamma. Nel 1985 l’enorme successo dell’azienda fu oscurato dalla tragica morte del dottor Hermann Neuhierl. Anni ’90 In seguito alla ristrutturazione interna alla fine degli anni ’90, il gruppo Stadlbauer  di Salisburgo, distributore Carrera per il mercato austriaco dai primi anni 70 prese il controllo dell’azienda.

 

Jouef

Georges Huard fondò Jouef nel 1944 con lo scopo di produrre giocattoli, principalmente modellini di treni. Intorno al 1960, Jouef realizzò una serie di auto, camion e autobus in plastica in scala 1:87 (HO) principalmente per accompagnare i suoi modelli di treni e nel 1963 iniziò a produrre slot car elettriche nella fabbrica di Champagnole. Jouef è conoscuito in Francia anche come “Record 64”. Tra il 1964 e il 1968 il sistema è stato commercializzato in Inghilterra dai produttori di Corgi Toys-Mettoy. Allo stesso tempo la gamma è stata prodotta su licenza in Germania conosciuta come Egger Silberpfeil. Anche le slot car Jouef furono prodotte in Spagna negli anni ’60. La fabbrica in Francia ha continuato a produrre slot car e set da corsa fino al 1980. Successivamente, Artin Industrial Company Limited, l’esportatore di giocattoli da Hong Kong cominciò a vendere la propria gamma economica di slot carcon il marchio Jouef fino alla metà degli anni ’90. Le slot car e gli accessori Jouef realizzati negli stabilimenti francesi tra il 1963 e il 1980 sono ora molto ricercati dai collezionisti e alcune delle livree più rare hanno prezzi molto alti.

 

Strombecker

Dowst iniziò presto a produrre articoli in metallo pressofuso, ninnoli promozionali per clienti come la Flat Iron Laundry Company, che li acquistava per regalarli ai figli dei suoi clienti. Questi oggetti, che includevano un’auto, un ferro da stiro, un cappello a cilindro, un cane Scottie e un candelabro, sarebbero stati adottati molto più tardi per essere utilizzati come segnaposto nel famoso gioco da tavolo Monopoly. Nel 1906 Dowst produsse la prima macchinina pressofusa al mondo e diversi anni dopo iniziò a realizzarne una ispirata alla Ford Model T, che vendette oltre 50 milioni di copie. I veicoli giocattolo dell’azienda erano conosciuti come “Tootsietoys”, dal nome “Toots” della nipote del fondatore dell’azienda Charles O. Dowst. La loro popolarità era tale che i produttori di automobili pagavano per la creazione degli stampi in modo che potessero essere inclusi nella linea dell’azienda. Nel 1926 Dowst Bros si fuse con Cosmo Manufacturing Company fondata da Nathan Shure. L’attività di nicchia di Cosmo consisteva nel realizzare piccoli premi da includere nelle confezioni di Cracker Jacks. Dopo la guerra, il controllo dell’azienda Dowst Bros. passò ai nipoti di Nathan Shure, Myron, Richard e Alan.

Nel frattempo, la Strombeck-Becker di Moline, Illinois, che fu fondata da immigrati svedesi come azienda per il recupero di scarti di legno, iniziò a produrre giocattoli in legno nel 1922. Oltre ai treni producevano anche mobili per case delle bambole. Nel 1961 Dowst Bros. acquisì la divisione hobby di Strombeck-Becker, assunse 14 designer e riorganizzò la sua fabbrica per facilitare la produzione di set per auto e binari.
Il primo modello dell’azienda ora chiamato Strombecker era una versione modificata della Maserati 250F alimentata a batteria. Strombecker ha venduto le sue auto in kit e modelli “Ready To Run”. Le vendite dei giocattoli, ora commercializzati con il nome di Strombecker, passarono da 20.000 a 500.000 confezioni nel 1963. Con le auto che ora costituiscono la principale fonte di entrate dell’azienda, Dowst Manufacturing cambiò il suo nome in Strombecker Corporation. In origine l’azienda offriva due scale, 1/24 e 1/32, la produzione dei modelli in scala 1/24 fu interrotta nel 1964 e l’azienda si concentrò sul mercato interno 1/32 diventando il principale concorrente di Scalextric.

 

Per diversi anni l’azienda ha cavalcato la moda delle slot car, ma le vendite sono crollate nella seconda metà del decennio ’70. Quando il più grande cliente dell’azienda, i grandi magazzini Sears, annullò gli ordini Strombecker dovette affrontare una rovina finanziaria. L’azienda, che aveva registrato profitti per $ 3 milioni al culmine del boom, si trovò improvvisamente ad affrontare perdite annuali di oltre $ 6 milioni. Di conseguenza, Myron, Alan e Richard Shure furono costretti a garantire personalmente i prestiti dell’azienda e, per evitare il fallimento, decisero di tornare ai giocattoli più tradizionali con cui l’azienda aveva avuto successo in precedenza. Alan Shure lasciò Strombecker per gestire un’impresa che produceva piccoli motori elettrici, lasciando Myron e Richard a dirigere l’azienda.

La nascita della scala HO: AURORA

Aurora Plastics Corporation è stata fondata nel marzo 1950 dall’ingegnere Joseph E. Giammarino, suo cugino Gennaro, Abe Shikes e John Cuomo come produttore a contratto di materie plastiche stampate a iniezione. Nel 1952 l’azienda iniziò la produzione di una propria linea di modellini in plastica. Nel 1960 Aurora entrò nel mercato delle slot car basandosi sul lavoro dell’inventore inglese Derek Brand, che per primo sviluppò una piccola auto motorizzata da utilizzare con modellini ferroviari. Il sistema Playcraft Model Motoring era in mostra a una fiera del giocattolo inglese e Aurora prontamente acquisì i diritti di marketing per la linea di prodotti Model Motoring per il mercato statunitense. Le auto erano equipaggiate con motori a vibrazione sviluppato da Brand.

Dopo numerose lamentele, le vetture furono sostituite dal leggendario modello di slot car Thunderjet 500 introdotto nel 1963. Il motore T-jet, anch’esso inventato da Brand, si trovava in posizione verticale nel telaio ed era di facile manutenzione grazie alle parti sostituibili. Le dimensioni delle vetture hanno permesso di allestire facilmente un percorso anche complesso in spazi domestici o comunque ridotti. Nel 1965 Aurora aveva venduto l’incredibile cifra di 25 milioni di slot cars HO diventando la linea di slot car più popolare della storia superando nelle vendite qualsiasi altra società di slot car negli Stati Uniti, indipendentemente dalla scala.

 

 

 

 


La storia delle slot car – parte 1
La storia delle slot car – parte 2
La storia delle slot car – parte 3
La storia delle slot car – parte 4
La storia delle slot car – parte 5
La storia delle slot car – parte 6

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